Un mare di parquet: le briccole di Venezia

Nell’immaginario collettivo legato alla bellezza e all’unicità di Venezia, c’è sicuramente la splendida Laguna, intervallata dai pali in mare che indicano alle imbarcazioni il limite della parte più profonda delle acque, quelle attraversabili senza rischi. Questi pali, utilizzati quindi per segnalare le zone navigabili, vengono chiamati briccole (o bricole, in veneziano). Sono realizzati in legno di quercia, quindi rovere, e raggiungono lunghezze fino a 10 metri

Il mare lagunare di Venezia vanta circa 50mila briccole, nascondendo, dunque, un patrimonio naturale sconosciuto a molti.

Perché parliamo di patrimonio in relazione alle briccole?

La vita delle briccole in mare può durare circa dieci anni. A volte il loro utilizzo dura anche qualcosa di più, in base all’area lagunare in cui vengono installate. Periodicamente, le briccole vengono sostituite a causa dell’usura (dovuta a salsedine e intemperie) e del lavoro di perforazione delle teredini, piccoli molluschi (detti anche vermi del mare) che letteralmente divorano il legno. Il patrimonio naturale delle briccole però prosegue il suo ciclo di vita, acquisendo nuova forma e utilità.

Venature e dettagli del parquet di briccole di Idealegno

Un mare di parquet: le briccole di Idealegno

L’immagine del mare di parquet è quella che più sintetizza il parquet di briccole. La nuova vita date alle briccole ne riporta su ogni listone i segni evidenti di ciò che è stato. Le venature, le striature, i solchi creati dall’avanzare delle teredini: tutto ciò che è stato briccola in mare continua ad essere briccola a terra.

Idealegno di Camponogara (provincia di Venezia), ha realizzato una serie di lavorati di briccole che, dall’unicità delle acque di Venezia, torna a vivere negli spazi domestici o contract. Questo parquet è in grado di trasmettere una bellezza autentica e naturale. Il parquet testimonia in ogni sua venatura il passaggio delle teredini. Un attento processo di essiccazione e pulizia del legno del mare, ne assicura un’elaborazione naturale e un prodotto finito resistente e duraturo, che si porta dietro il sapere del mare, il ciclo di vita delle teredini e il saggio recupero dell’uomo. Il parquet è quindi autentico, perché non solo rispetta l’ambiente ma perché lo valorizza, restituendo alla briccola in disuso una nuova identità

Il parquet di briccole è unico per trama, venature, cromatismi e testimonianza dei processi biologici che in esso hanno trovato casa e vita. Il pavimento in legno ottenuto dalle briccole può essere spazzolato, piallato, segato, sabbiato e tarlato per assecondare progetti e ambientazioni.

Il parquet di briccole come immaginario estivo

Alla parola “parquet” spesso si associano contesti invernali, magari arricchiti dalla presenza di un caminetto, un ambiente con una temperatura confortevole e contesti di montagna. L’utilizzo dei pavimenti in legno ha origini molto antiche, basti pensare alle residenze nobiliari europee (dalla Reggia di Versailles a Palazzo Madama a Torino). Il parquet in realtà è un’ottima soluzione anche per gli ambienti più “estivi” e collocati vicino al mare. Lo è ancor di più se il parquet è “fatto dal mare” come per il caso delle briccole. Immaginate un ciclo di vita di un materiale che, non esaurendosi mai, viene ricollocato in prossimità di dove ha trascorso già almeno dieci anni della sua vita.

A parte le case al mare, il parquet di briccole è una pavimentazione di rara bellezza che rende eleganti tutti gli ambienti, conferendo storia e autenticità e dando una mano all’ambiente. Vi lascio qualche ispirazione delle venature delle briccole, così che possiate apprezzarne i tratti univoci e immaginare il suono delle onde della laguna di Venezia.

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