Paola Marella: l’intervista

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Ciao a tutti i miei #designaddicted :)

Oggi voglio raccontarti del mio incontro con una personalità di spicco del mondo del design e della Tv italiana: Paola Marella!

 

Se abiti nel Belpaese la conoscerai sicuramente, ma se mi leggi dall’estero, devi sapere che Paola Marella è un volto noto del piccolo schermo italiano (prima su Real Time e adesso su Sky), con le sue trasmissioni dedicate all’interior design di qualità.

 

Attraverso i suoi programmi vediamo una donna con una personalità frizzante e unica, ma la TV lo sappiamo, avvicina e allontana al tempo stesso. Avvicina perchè i personaggi televisivi diventano parte della nostra quotidianeità, ma allontana perchè non sappiamo mai quanto tutto quello che vediamo sia genuino o studiato…vero? Almeno questa è la sensazione che spesso ho io.

Nel caso di Paola Marella, avendola conosciuta, posso dirti che è davvero così come ci appare: dinamica, diretta, solare, elegante, cresciuta a pane, design e architettura!

Per me, che mi sono affacciata a questo mondo dopo di lei, è sempre stata un esempio da seguire, maestra di professionalità e stile. Una donna che ha saputo coniugare perfettamente vita privata con un grande successo professionale.

Ci siamo incontrate all’Armani Cafè di Milano, location che poi abbiamo scoperto essere una delle nostre preferite in assoluto.

Si è presentata puntuale, vestita casual ma elegante: giacca bianca, jeans e tacchi. Sorridente e impeccabile come sempre. Nonostante fossi emozionata per questo incontro, lei mi ha fatto sentire subito a mio agio e abbiamo dato il via ad una piccola intervista, che in realtà è stata più una piacevole chiacchierata, tra battute, scambi di opinione e risate.

Ecco quello che ci siamo dette:

Allora Paola, per iniziare, raccontaci, nel tuo percorso di vita cosa ti ha portato al design? C’è un punto preciso di cui vuoi parlarci in cui hai scelto questa strada?

 

PM: Sono arrivata a questa materia un po’ per caso perchè inizialmente volevo studiare Medicina (risate) Poi fortemente sconsigliata da mio padre, che considerava una facoltà lunga 11 anni troppo impegnativa per una donna, e complice anche l’insistenza di una mia cara amica, nel 1982 mi sono iscritta ad architettura, e lì è iniziato il mio percorso. Un po’ per caso, come vedi, seguendo il mio naturale flusso di crescita.

 

Un percorso che poi si è rivelato pieno di soddisfazioni immagino…

 

PM: Sì, ma devi sapere che a metà carriera universitaria, l’allora rettore della Facoltà, mi disse che avevo sbagliato strada… Un altro professore invece, il professor Dell’Acqua, mi sostenne molto. E, piccola curiosità, quando qualche tempo fa è uscito il mio libro, mi disse che forse era il caso di mandarlo… “a chi sapevamo noi” facendogli notare come forse, ai tempi, avesse fatto delle valutazioni errate…

 

Bella rivincita complimenti! Anche io ho un paio di sassolini che prima o poi so che mi toglierò! Ma tornando al design: cosa ne pensi del Made in Italy? Del passato, presente e futuro:

 

PM: Io credo che il Made in Italy sia la nostra più grande forza. Noi italiani abbiamo la fortuna di essere un popolo di grandi creativi, da sempre. Ci conoscono nel mondo per la nostra creatività, il nostro gusto, il nostro ingegno. Siamo molto forti! Quello che ci penalizza purtroppo, oltre al periodo di crisi che stiamo vivendo, è la grande pressione fiscale che subisce il nostro paese. E’ un handicap assoluto. Il Made in Italy, in sostanza va curato e tutelato, soprattutto dallo Stato, perchè da parte degli italiani c’è ancora tanta creatività, voglia di fare, lottare e andare avanti. Ma devo dire che sto notando dei grandi, sempre restando in tema di creatività, provenire dall’estero.

 

Puoi farci qualche esempio che maggiormente ti colpisce o ti ha colpito?

 

PM: Beh, il primo che mi viene in mente è lo studio Big di Londra, uno dei più grandi studi al mondo. Ne sono rimasta completamente affascinata: realizzano dei progetti davvero incredibili! Stanno progettando il World Trade Center 2 ad esempio. Poi, come non citare Tom Dixon che ho conosciuto anche personalmente. Lui ha la grande forza di essere riuscito ad essere un grandissimo imprenditore oltre che ad un bravissimo designer. Le sue luci sono un capolavoro assoluto!

 

Quindi Tom Dixon è uno dei designer preferiti di Paola Marella?

 

PM: Beh sulle luci è fantastico, ma ce ne sono anche molti altri che mi piacciono. Patricia Urquiola ad esempio, ha realizzato da poco, in collaborazione con Federico Pepe “Misscredenza” che è un prodotto che io ritengo una vera e propria opera d’arte. E poi…Dimore Studio, che per quanto mi riguarda sono ad oggi i veri numeri uno, capaci di mettere insieme il massimo del design esistente dei nostri giorni.

 

E in tutta questa bellezza di prodotti di design che ci troviamo intorno, hai un tuo prodotto icona? La mia devo dire che senza dubbio è la Lampada ad Arco. E’ entrata nel mio cuore non appena l’ho vista!

 

PM: La Lampada ad Arco è assolutamente un must! E pensa che ho scoperto proprio l’anno scorso che non ha vinto il Compasso d’Oro! Ne sono rimasta…Comunque oltre a lei, devo dire che ho tantissime icone di design: la chaise longue di Le Corbusier, la sedia Leggera di Gio Ponti, la lampada Toio di Achille e Pier Giacomo Castiglioni. Ce ne sono davvero moltissimi, e poi il light design devo dire che ha un fascino davvero particolare.

 

Anche tu hai questa passione? Io trovo che in generale abbia un appeal più emozionale in confronto alle altre discipline del product design. Insomma parliamo di disegnare la luce…

 

PM: Decisamente, sono d’accordissimo con te!

Noi italiani abbiamo la fortuna di essere un popolo di grandi creativi, da sempre. Quello che ci penalizza purtroppo, oltre al periodo di crisi che stiamo vivendo, è la grande pressione fiscale che subisce il nostro paese. Il Made in Italy, in sostanza va curato e tutelato, soprattutto dallo Stato, perchè da parte degli italiani c’è ancora tanta creatività, voglia di fare, lottare e andare avanti.

Paola, parliamo di un argomento che penso possa essere interessante per le donne che leggono il mio blog: come riesci a coniugare vita privata e lavorativa? Quali consigli puoi darci? Come possiamo coltivare l’ambizione lavorativa all’ambizione di una famiglia felice?

 

PM: Cerco di ritagliarmi degli spazi… durante il weekend, perchè durante la settimana, ammetto che è molto difficile. Il sabato e la domenica mi piace viaggiare, con mio figlio poi, che adesso vive a Barcellona, ci organizziamo per incontrarci ogni volta in una città d’Europa diversa. Con mio marito ci concediamo questi piccoli viaggetti, amiamo entrambi molto viaggiare. Suggerisco di fare delle scelte. Ci sono momenti della vita in cui devi dare spazio a delle priorità, e altri momenti della vita in cui devi dare spazio ad altre priorità. Per esempio quando avevo mio figlio piccolo, ero fortunata perché avevo chi mi aiutava, ma poi ogni mio momento libero era dedicato a lui. Adesso che è grande, nel tempo libero magari vado in palestra, a farmi un massaggio, eccetera. L’importante secondo me è mantenere sempre un equilibrio in tutte le cose.

 

Grazie, lo ritengo davvero un suggerimento importante e positivo per tutte noi. E che desideri hai per il futuro? Ce n’è uno in particolare?

 

PM: Viaggiare, viaggiare, viaggiare! Per me il viaggio è qualcosa capace davvero di arricchire moltissimo. Recentemente sono tornata a Parigi ed è splendida: l’arte, l’architettura, è tutta intorno a te.

 

Cosa ti emoziona nell’arte?

 

PM: Amo l’arte contemporanea, anche se non sono bravissima a capirla, ma in questo ho un marito fantastico che mi viene in soccorso.

 

E’ un appassionato anche lui?

 

PM: Suo padre era uno dei più grandi collezionisti d’arte negli anni 70/80. Aveva una galleria, e quindi lui è cresciuto respirando arte sin da piccolo. Quando vado in un museo con lui, mi fa da cicerone e mi spiega e racconta tutto sin nei minimi dettagli. E’ molto coinvolgente e stimolante!

 

Una vera fortuna effettivamente! Invece dell’arte moderna, chi ti colpisce maggiormente?

 

PM: Apprezzo molto Basquiat, Warhol, Haring, Boetti. Lucio Fontana, ha creato delle opere magnifiche, non solo “il taglio” ma anche il “concetto spaziale”. Quando vedo un’opera d’arte mi emoziono, poi non la capisco fino in fondo, ma ne sono inspirata. Credo che tutto quello che vediamo e che abbiamo intorno possa ispirarci.

Quando ho vissuto momenti di difficoltà, ho sempre cercato di trovare uno spunto per una via d’uscita. Credo fermamente che ci sia sempre una via d’uscita

Tornando a te e pensando al passato, hai qualche rimpianto, qualcosa che avresti fatto diversamente?

 

PM: Devo dire che non mi viene in mente niente. Sai, anche quando ho vissuto momenti di difficoltà, ho sempre cercato di trovare uno spunto per una via d’uscita. Credo fermamente che ci sia sempre una via d’uscita. Anche la mia esperienza televisiva è arrivata e iniziata in un momento in cui ero lavorativamente un po’ in crisi, quindi vedi.. Mi hanno prospettato questa cosa e sono partita, non riesco proprio a stare ferma! Ecco forse questo è un mio limite.

 

In che senso?

 

PM: Nel senso che dovrei imparare a dire qualche “no” in più. Ci sto lavorando…(risate)

 

Come ti capisco! Paola, è stato davvero un piacere fare questa chiacchierata con te, che vorrei concludere con una curiosità. Forse te lo avranno già chiesto in molti, ma da cosa deriva la scelta di questo tuo hairstyle così particolare?

 

PM: (risata) Hai ragione, è una domanda che mi hanno fatto in molti! La storia comunque è questa: nel ‘99 è venuto a mancare mio papà ed io da essere un po’ brizzolata sono diventata completamente bianca nel tempo di due mesi. Allora il mio parrucchiere di fiducia Adalberto di Coppola, mi ha proposto questo hairstyle molto particolare e originale: secondo lui mi avrebbe donato molto e avrebbe addolcito i lineamenti…e così è nato il mio look che tutt’ora adoro e che tutt’ora il mio parrucchiere non manca mai di farmi notare “quanto è stato bravo” (risate)

 

Paola Marella, l'art director Giulia Grilli e io

Finita l’intervista, abbiamo fatto un po’ di foto e ci siamo salutate. Personalmente mi sento arricchita. Inoltre, il fatto che il mio lavoro piaccia ad una persona che ammiro e stimo mi riempie di soddisfazione 🙂

E tu cosa ne pensi di Paola Marella? La conoscevi? Ti aspettavi che fosse proprio come appare in video e che inizialmente volesse fare il medico? Avresti altre domande da farle? Hai trovato spunti e suggerimenti per te, il tuo lavoro e la tua vita?

 

©photo: CBteam

2 commenti

  • Complimenti Camilla, oggi ci hai presentato un personaggio davvero strordinario. Conosco Paola perchè seguo sempre con piacere i suoi programmi televisivi, ma devo dire che con questa tua intervista ci hai permesso di farci sentire più vicini a personaggi per noi irraggiungibili e anche carpire qualche suo piccolo segreto personale.
    Grazie al tuo lavoro che ci permettedi scoprire sempre cose nuove!

    • Grazie Chiara! Sono davvero felice del tuo commento, sapere che il mio lavoro vi fa scoprire sempre cose nuove è una grandissima soddisfazione! 🙂

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