Serena Confalonieri ci racconta la sua collaborazione con Porro

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Serena Confalonieri è una giovane designer, classe 1980, che si è occupata negli anni di prodotti, grafiche e design di tessuti, facendosi notare da diverse aziende italiane e straniere. Nel 2014 ha ricevuto la menzione speciale ai Young&Design Awards e nel 2016 ha vinto il prestigioso German Design Awards. Alcuni dei suoi lavori sono stati pubblicati su magazine importanti come Ottagono, Elle Décor e Interni. Dall’anno scorso ha avviato una collaborazione con Porro, azienda ultracentenaria brianzola, tra le realtà più apprezzate anche a livello internazionale per quanto riguarda le finiture e la lavorazione del legno.

 

Raggiungo Serena telefonicamente, un sabato di qualche settimana fa. La freschezza di alcuni suoi lavori rispecchia anche la giovialità della sua persona. Dopo i primi minuti di chiacchiere e conversazioni, le chiedo di illustrarmi il primo approccio con l’azienda Porro.

 

Sono stata chiamata da Porro prima dell’estate dello scorso anno, per aiutarli nel percorso che avevano già iniziato al passato Salone del Mobile (2017, ndr). Un progetto incentrato sulle cabine armadio, loro punto di forza e prodotto simbolo. Per il Salone 2017 l’architetto e art director Piero Lissoni aveva già selezionato alcuni tessuti esistenti per rivestire le cabine armadio. Porro ha voluto fare uno step in più, affidandosi ai suggerimenti dello studio R + W, suo ufficio stampa. Questo studio ha segnalato me come designer che poteva essere adatta al tipo di progetto che stava portando avanti. La prima idea che mi è stata presentata era sviluppare tessuti ad hoc. Sin dal primo incontro abbiamo quindi deciso di rielaborare graficamente alcuni dei loro stessi prodotti d’arredo.

 

Da dove è partito il tuo lavoro di rielaborazione grafica?

 

Ho fatto innanzitutto una ricerca sul loro sito, nell’area integrata, scaricando tutte le immagini e i disegni tecnici dei loro prodotti. Ho iniziato lavorando sui loro prodotti più iconici, aggiungendone altri fra quelli che piacevano più a me. Mi sono soffermata su quelli che a mio avviso risultavano più armoniosi e dalle linee più contemporanee. Tre dei disegni dei tessuti che ho elaborato sono una rivisitazione di tre progetti dello studio svedese Front, perché avevano delle linee più contemporanee, più facilmente utilizzabili.

Hai utilizzato tecniche miste per le realizzazioni?

 

Ho disegnato tre progetti partendo da immagini fotografiche, integrandole con la grafica. Per gli altri due progetti invece ho lavorato sui disegni tecnici, editando le viste assonometriche della cabina armadio System e mixando disegni tecnici, pianta prospetti e assonometrici di alcuni prodotti rappresentativi dell’azienda.

Quali sono i tre soggetti delle immagini fotografiche che hai selezionato?

 

La sedia Gentle, il tavolo Ellipse e un complemento d’arredo che si chiama Balancing Boxes.

La sedia Gentle, il tavolo Ellipse e il complemento Balancing Boxes dello studio Front - (ph. credit: porro.com)
La grafica che prende ispirazione dal complemento Balancing Boxes
Il tessuto ottenuto rielaborando il disegno della sedie Gentle - (ph. credit: serenaconfalonieri.com)

Cosa ti ha spinto a puntare su queste ispirazioni?

 

Avevo anche progettato un tema floreale, ma fare un autoriferimento mi sembrava il modo più corretto di celebrare i loro prodotti e di avvalorare un progetto creato ad hoc da Porro.

Come descriveresti in generale lo stile di Porro?

 

Hanno uno stile molto serio, rigoroso. Io sono molto colorata, fantasiosa, anche fresca, quindi c’è stato un aggiustamento. Le palette cromatiche e i colori che ho proposto erano tantissimi per ogni disegno. Poi c’è stata una selezione da parte loro. Diciamo che abbiamo trovato abbastanza facilmente un punto in comune fra il mio lavoro e il loro stile.

Quando l’ufficio stampa ha proposto la mia figura per lavorare con loro, all’inizio erano un po’ spiazzati, quando poi hanno visto che le mie proposte non erano così folli, ma erano in linea con la loro pregressa produzione, hanno giustamente iniziato a fidarsi un po’ di più e mi hanno lasciato maggiore libertà di utilizzare i colori pastello, soprattutto il rosa e l’azzurro. Devo dire che da entrambe le parti c’è stato un aggiustamento abbastanza naturale.

Quando mi hanno detto che il mio lavoro è passato al vaglio di Piero Lissoni, ho subito pensato “cosa sopravviverà delle cose che ho fatto?”. Adesso posso dire di essere molto contenta del mio lavoro con loro.

Tutta la tua attività di ricerca è stata ripagata dalla fiducia dell’azienda e del suo art director, ma se guardassi il tuo lavoro dall’esterno, sapresti indicarmi un preferito?

 

In realtà ne ho più di uno, sorride al telefono.

Mi piacciono molto quello con il motivo del tavolo Ellipse e quello in grigio, ottenuto dal mix di disegni.

Il tavolo Ellipse come ispirazione per questa grafica - (ph. credit: serenaconfalonieri.com)
La grafica nata dal mix di disegni prospettici e assonometrici - (ph. credit: serenaconfalonieri.com)

Ti va di raccontarci una curiosità relativa a questa tua esperienza lavorativa?

 

Durate il processo di selezione, è stato scelto il tessuto System marrone, e io sono rimasta un po’ di sasso, perché di tutte le proproste più allegre che avevo avanzato, era stata scelta quella più fuori tono. Invece, appena l’ho visto applicato all’armadio, ho dovuto riconoscere che è quello che sta probabilmente meglio. Anche a detta degli altri. Lavorare con Porro è stato gratificante perché se da un lato hanno deciso di fidarsi di me, dall’altro anche io ho imparato a fidarmi delle loro dinamiche di scelta. Quando ho visto il mio sistema grafico montato sull’armadio, ho pensato “hai visto che occhio!”.

Dalla cabina armadio System l'omonio tessuto - (ph. credit: serenaconfalonieri.com)

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